Diario di William Beckford in Portogallo e Spagna 1787-1788
ISBN | 978-88-6274-040-1 |
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Numero in collana | 04 |
Collana | Biblioteca Mediterranea Del cammino |
Autore | William Beckford |
Curatore | Pietro Dandrea |
Pagine | 296 |
Anno | 2008 |
In ristampa | No |
Descrizione | Diario di William Beckford in Portogallo e Spagna 1787-1788 |
Uno degli uomini più ricchi d’Inghilterra, William Beckford (1760-1844) raggiunse la notorietà per i suoi libri di viaggio e soprattutto per il capolavoro Vathek (1786), romanzo gotico-orientalista. Personaggio stravagante e provocatore, dalla raffinata erudizione, spese somme enormi per collezionare libri e oggetti d’arte e per edificare l’Abbazia di Fonthill, spettacolare costruzione gotica dove abitò a lungo. Dopo la pubblicazione di Vathek e la morte della moglie, nel 1787 Beckford dovette abbandonare l’Inghilterra a causa di un’accusa di omosessualità che lo tormenterà per tutta la vita (“il grande apostolo della pederastia”, lo definì Byron). Si recò a Lisbona per il primo dei suoi tre lunghi soggiorni in Portogallo, che diventerà una seconda patria. Oltre alla descrizione della capitale, nel suo Diario Beckford tratteggia l’ambiente aristocratico molto religioso e le rivalità politiche attorno alla famiglia reale, e racconta della grande amicizia con la potente famiglia Marialva. Il suo desiderio di essere presentato a corte, passo necessario per riguadagnare la perduta reputazione, si scontra con l’ostilità della comunità mercantile inglese. Queste pagine ironiche e schiette offrono anche momenti rivelatori di un personaggio travagliato, insofferente di fronte al fanatismo religioso ma vittima del fascino dei rituali cattolici, edonista frustrato che fatica a mascherare le proprie tendenze bisessuali ma estremamente devoto a Sant’Antonio da Padova. E nei mesi seguenti, trascorsi a Madrid, Beckford si dedica a un’intensa vita sociale ed intreccia varie relazioni amorose. Il Diario di William Beckford in Portogallo e Spagna venne scoperto solo nel 1937, e pubblicato da Boyd Alexander nel 1954.